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Monday, September 21, 2020

katautò inglese

ontology10 “abstraction.52 


ESSERE E TEMPO


” In the case of the Form-series, the top of the series is # or “pure actuality” ( ).53 In the case of the Material-series, the top of the series is the - or - Principle (Material Principle) of “pure possibility” 

This fundamental dualism is “united” in the Unmoved Mover since the Unmoved Mover seen “in its entirety is generalization and undeveloped.56” Hence, in the case of both series the “purest” instantiation is at the “top” although the “purest” is inseparable from the whole series. 

Whereas our modern post-Lockean philosophical understanding is concerned with the contrast between “thing” and “mere abstraction,57” what is radical about Heidegger is that he is not caught in this opposition between “thing” and “abstraction” because his focus is not on the ontic but on the event of the Being-of-beings. 

The Being-of-beings for Heidegger is an echo of the ontological moment in Aristotle that stresses matter ( ) as possibility to be the necessary condition for any and all experience in the world. Heidegger’s shift of focus away from the subject-object split, away from consciousness “in” or “next to” a world, and away from inner spirit and external extension, is accomplished precisely by a turn to the concealed dynamic of possibility in every and all actual Being-in-the-world. The shift of focus to possibility in all actuality enables a retrieval of truth as ( " )$&as un-covering. Furthermore, from the perspective of possibility, time or history for Heidegger is an ecstatic horizon of past, future, present. Hence, possibility, inseparable from the actual, is radically historical since we already are the possibilities that we are yet to become, and we cannot become without a world. ——————————— 52. See Happ, Hyle, 349-350. 53. See Happ, Hyle, 26, 57-58, 197, 287, 294, 301, 306, 391-392, 431, 790. 54. See Happ, Hyle, 197, 287, 710, 639-640, 645-646, 687, 778, 790. See especially ibid., 790: “Wir können (und müssen) ... diese Proportionen [Hyle] ist ‘der Möglichkeit nach’ ( ) das, was die Form ‘der Wirklichkeit nach’ ist ( ')] sämtlich auf eine Ur-Proportion gründen: ‘... wie ( (= reine Möglichkeit) : ( (= reine Wirklichkeit)’.” 55. See Happ, Hyle, 625, n. 225; 721; 723, n. 213, 737, 761. 56. Happy, Hyle, 646: “Der Beweger ist als reine Aktualität vollbestimmt, zugleich als Prototyp von Substanz bzw. Sein überhaupt Allgemeinheit und Unentfaltenheit. Dieses Ineinander von Bestimmtheit und Unbestimmtheit finden wir beim platonischen wieder, danach z.B. noch deutlicher beim Plotins; es ist dies bezeichnend für jedes ideale Sein, für welches das " ' [generalization is prior] gilt.” 57. See Happ, Hyle, 321. The notion of mere abstraction comes from Locke (See Happ, Hyle, 586, 588, 650-651) and is only concerned with “empty” concepts. 58. The etymological analysis of truth as “un-covering” is not by any means unique to Heidegger. See Otto Willmann, Geschichte des Idealismus. Band 1. Vorgeschichte und Geschichte des antiken Idealismus (Aalen: Scientia Verlag, 1973 <1894>), 188-189.

Saturday, July 11, 2020

GIACINTO PLESCIA:transpoiesis

ontologia della poiesis di g.p. di monderose maggia che cos'è che dà magia al giorno? che cos'è che dà magia al tempo? che cos'è che dà magia ai sogni? che cos'è che dà magia all'universo? che cos'è che dà magia alla notte? che cos'è che dà magia alle stelle? che cos'è che dà magia ai suoi occhi? che cos'è che dà magia? magia? maggio? maggia? che cos'è che dà magia a maggio? che cos'è che dà magia al mito? che cos'è che dà magia al silenzio? che cos'è che dà magia all'anima? l'essere? l'interessere? l'interesserci....essere assentemente presente essere presentemente assente....essere nella magia dell'essere, essere la magia dell'essere, essere magia in essere....? .tenera è la morte.................................................................................................................................................................................di gpdimonderose........................................................................................................................................................tenera è la morte quando s'annuncia con le stelle più belle............quasi fossero le sue pupille volanti. ....................oh quanti giorni ancora e poi il nulla?......vedrò le sue pupille di notte..........quando saliranno al cielo quali stelle................ohhh le regalo il mio nulla...perchè lei possa colmarlo d'infiniti baci.......mah i sogni che aleggiano la morte sono già giunti in punta di piedi...prima della fine dei tempi...............quando la follia approda al mattino...prima che la luna eclissi e il sole canti le lodi al cielo....oh arriverò a sognare il vuoto....pieno...denso...di lei?

GIACINTO PLESCIA:sublatione



..............Leibniz ci dà la svelatenza della sublatione o sublazione o essere sublata, quale essere sublime che si sottrae sublime in transinfinita sublazione o transublazione..................





GIACINTO PLESCIA:sublation



..................... sublatione sublime della transontologia o metaontologia con il pensiero di “oltrepassare la
metafisica”, o svelare la sublazione della metafisica o l’ontologia della presenza fenomenica e noumenica quale sublime sublatione.............

GIACINTO PLESCIA: svelatenza


transingolarità del sublime . Si delinea una gestell o struttura o impianto dell'opera sul sentiero di una analitica dell'esserci o dasein-analytik assentemente presente in kant, per interpretare l'analitica della transbellezza e l'analitica del sublime. 

 Si approderà nella sinuosa transontologia del sublime o sublyme quale bellezza-sublime plotiniana o sublime-nella-bellezza heideggeriana, già assentemente compresenti nella prima ermeneutica del sublime longiniana o burkeiana.

GIACINTO PLESCIA:gi@cinto ontologia della physis









ontologia della physis
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GIACINTO PLESCIA:eventeggia




............................................ l’esserità si dà sublime, sublimeggia si nega quale sublimeggiare, si destina nella verità dell’esserità sublime, è nel destino della verità o eventità. 


Heidegger spazieggia l’essere e estaseggia il sublime o getteggia l’esserità nella verità, l’esserità si dà e può darsi soltanto là dove si spazieggia quale sublime svelarsi che sublimeggi, l’essere non è senza spazieggiare l’essercità sublime che sublimeggi. 

I tigli del castello-giardino e lo sguardo oltre il muro splendono brillantemente tra il crescente risveglio a tempo di Pasqua, o dietro la collina al prossimo Natale. 

Dal campo chiasmeggia e si piega verso la foresta il sublime. 

Poi, passato il bordeggiare si saluta in alto. 

Eventualmente sul banchetto alcuni grandi pensatori scrivono poesie, che una giovane provi a decifrare. 

Ogni volta è un enigma o eventità, e una via d'uscita è in vista, là nel campo della radura sublime ove spazieggia l'essercità, perché lì la guida il piede su un percorso di svolta attraverso l'estensione della diradanza che risplendeggi. 

Tempeggia lì l'essercità o è in attesa dell'eventità e di nuovo, nei pensieri segue lo stesso le frasi, o va innanzi per tentativi sul sentiero sublime ove il sentiero interrotto campeggia. Il sentiero sublime dell'essere rimane il più prossimo al passo del pensante come a quello del mattino. 

Con il lungo passare degli anni il percorso spesso riecheggia reminiscenze di gioco e di scelte, quando si è sotto il colpo di ascia in mezzo al bosco, attraverso boschi e radure sublimi.